martedì 18 febbraio 2014

Il riso



Il riso è una delle principali risorse alimentari dell'umanità: oltre la metà di essa basa sul riso la sua alimentazione. La sua diffusione è dovuta anche al fatto che riesce a svilupparsi in diversi tipi di ambiente senza grossi problemi.

Quasi tutto il riso coltivato nel mondo appartiene alla specie Oryza sativa, una gra­minacea. Solo in Africa si è originata ed è tuttora limi­tatamente coltivata una specie a sé stante: l'Oryza glaberrima.
 
VARIETA' DELL'ORYZA SATIVA 
L'Oryza Sativa si suddivide essenzialmente in due gruppi varietali: le varietà Indica e le varietà Japonica.

Le varietà Indica
Sono coltivate prevalentemente nelle zone tropicali ( Asia meridionale e sud-orientale, stati meridionali degli USA, Madagascar, Caraibi). I chicchi di questa varietà hanno una forma allungata, motivo per il quale sono noti anche come riso a chicco lungo. Durante la cottura assorbono poca acqua, per cui preservano la propria consistenza, non appiccicano e sono quindi ideali per le preparazione a base di riso asciutto, insalate, ripieni, specialità orientali. Tra le varietà indica si differenziano quelle profumate o aromatiche come il basmati, coltivato in India e Pakistan, od il jasmin detto thai che si contraddistinguono per dei particolari profumi (per esempio sandalo e mandorla) che si manifestano principalmente durante la cottura.
 

Le varietà Japonica
Si trovano nell'Asia orientale, negli stati arabi, nella zona mediterranea, in America del Sud, in California e in Australia. Presentano chicchi corti, da ovali a tondeggianti. Durante la cottura assorbono molto liquido e si gonfiano, diventando leggermente appiccicosi, per cui sono particolarmente adatti per pietanze a base di riso quali minestre, sformati, riso al latte, risotti, dessert.
In base alle dimensioni la classificazione italiana divide questi risi in 4 classi: Comune o Tondo, Semifino, Fino e Superfino.

Comune: è un riso con grani piccoli e tondi. Un esempio di questa varietà è il Balilla, indicato soprattutto per le minestre in brodo e dolci.

Semifino: è un riso medio e tondo. Una varietà compresa è il Vialone Nano. indicato per minestrone e risotti.

Fino: grano medio lungo. Esempi sono il Ribe e il Sant'Andrea. Sono indicati per la cottura a vapore ma anche per sformati e dolci.

Superfino: riso lungo  (Arborio, Baldo, Carnaroli, Roma, Pegaso, Thaibonnet). Sono indicati per risotti, pasticcini, timballi e insalate.

Esistono in commercio anche altri risi particolari o che hanno subito trattamenti speciali per renderli più ricchi o per usi particolari. Questi risi sono:

Riso a cottura rapida. Il trattamento a cui è stato sottoposto consiste in una parziale cottura seguita da disidratazione, che consente di accorciare notevolmente i tempi di cottura successivi.

Riso parboiled. E' riso integrale lasciato immerso in acqua per uno o due giorni e poi trattato al vapore. Questa tecnica prevede che il riso greggio sia messo dapprima a bagno in acqua calda, per essere poi trattato con vapore ad alta temperatura e infine essiccato con aria calda prima di venire sbramato con i normali sistemi usati per ottenere il riso bianco.
Durante questi passaggi le vitamine e i sali minerali passano per osmosi dal pericarpo all’interno del chicco, che conserva così quelle sostanze nutritive che vengono perse nella normale lavorazione.
Inoltre col calore si ha la gelatinizzazione dell’amido, che permette di ottenere un granello più resistente, che si conserva più a lungo ed è facile da preparare perché “tiene la cottura”.

Il riso Venere di color ebano, appartiene alla classe Japonica. La pigmentazione scura del prodotto finito è data dalla presenza di un pericarpo (l’involucro del seme) nero. I pigmenti presenti sullo strato esterno appartengono alla classe dei  metaboliti antiossidanti. Il prodotto è un riso integrale che non viene sottoposto ai trattamenti che lo privano dei tegumenti. Infatti, grazie ad un diverso tipo di macinatura viene rimossa esclusivamente la buccia, parte non edibile del prodotto, permettendo così di ottenere un riso più ricco e stabile in nutrimenti. È considerato un’importante fonte di fibre.

Il riso rosso Riso rosso Monascus purpureus
è ottenuto dalla fermentazione del comune riso ad opera di un particolare lievito, chiamato Monascus purpureus o lievito rosso. Questo riso, che deve il suo nome alla caratteristica colorazione ha preziose virtù ipolipidemizzanti.


PASSAGGI DI RAFFINAZIONE DEL RISO
Ogni spiga produce dalle 5 alle 10 cariossidi che contengono i singoli chicchi di riso.
La cariosside isolata dalla pianta è detta risone. Il risone o riso greggio è rivestito da due sottili e robuste pellicole dette lolla o glumelle e, alcune varietà, presentano al culmine della cariosside un baffo detto arista. La cariosside, una volta svestita dalla lolla, è costituita nella sua parte esterna, il pericarpo, da uno strato aleuronico che risulta ancora presente nel riso integrale o semi-greggio e dalla gemma o embrione.
La parte interna, detta endosperma, corrispondente al riso bianco, è costituita principalmente da amido che contiene percentuali differenti di amilosio (molecole di amido a catena lineare), responsabile del grado di consistenza, e di amilopectina (molecole di amido a catena ramificata) che influisce sulla capacità di penetrazione dei sapori e dei liquidi. L'amilopectina caratterizza inoltre la resistenza alla cottura. 
Il risone che esce dalla trebbiatrice ha sempre un'umidità così alta (25% in media) che non è possibile conservarlo o lavorarlo; perciò deve essere sotto­posto ad essiccazione.
Il riso viene poi setacciato con apposite macchine per eliminare i corpi estranei (pagliette, semi, terra, pietruzze). Segue la sbramatura, con la quale viene eliminata la lolla, la parte esterna del chicco costituita da glume e glumelle. Il prodotto ottenuto è il riso integrale.
Con la sbiancatura i chicchi di riso vengono limati con l'azione ripetuta di macchine apposite, con lo scopo di eliminare alcune parti importanti del cereale (parte del germe e alcuni strati esterni del pericarpo). II prodotto finale delle sbiancatrici è il riso semi integrale.  Successivamente il riso così lavorato passa alla fase di lucidatura che, utilizzando macchinari opportuni, toglie le farine più fini. ll riso raffinato così ottenuto può essere venduto come tale o subire un altro tratta­mento, la oleatura o la brillatura, trattato con talco e glucosio.  Durante la raffinazione quindi il riso perde il pericarpo che contiene la crusca, gli strati superficiali del chicco ricchi di amminoacidi e il germe che contiene grassi essenziali.
Quindi nel corso della lavorazione si ottengono successivamente questi prodotti:
- Riso greggio, privato della lolla: conserva ancora pericarpo ed embrione.
- Riso semigreggio: ha subito una lavorazione incompleta alla sbiancatrice.
- Riso mercantile: non lavorato a fondo (due pas­saggi di sbiancatrice)
- Riso raffinato: riso bianco passato 3-4 volte alla sbiancatrice che ha privato completamente la cariosside del pericarpo, e che perciò ha subito una lavo­razione completa.
- Riso camolino od oleato, che si ottiene oleando leggermente la superficie del riso raffinato con olio inodoro di lino o di vasellina.
- Riso brillato: si prepara da quello raffinato rendendolo brillante a seguito di lavorazione con talco e glucosio.

 
VANTAGGI NEL CONSUMARE RISO INTEGRALE
Quanto più il riso è stato raffinato e reso apparentemente più bello e bianco, tanto più diminuiscono i valori nutrizionali. Inoltre, durante la cottura, perde consistenza, amido e acquista maggior collosità. 
Un cereale integrale di buona qualità deve però necessariamente essere privo di residui tossici che potrebbero derivare da coltivazioni in cui si fà uso di fertilizzanti e pesticidi. Ecco perchè, quando si parla di cereali e farine integrali, è importante sceglierli di provenienza biologica.
Dal punto di vista nutrizionale il riso integrale è ricco di amidi composti da granuli di piccole dimensioni che gli conferiscono un'elevata digeribilità. Ha un contenuto estremamente ridotto di lipidi ed è abbastanza povero di proteine ma con buon valore biologico per la presenza della lisina.
Contiene preziosi minerali tra cui fosforo, magnesio, potassio, calcio, ferro, zinco e selenio, che intervengono come co-elementi catalizzatori in numerosi processi cellulari sostenendo il corretto funzionamento del metabolismo energetico, il trofismo dei tessuti e il sistema immunitario; ad essi si accompagnano poi aminoacidi essenziali, cioè quegli aminoacidi che l’organismo non è in grado di sintetizzare e che devono quindi essere assunti con la dieta, e sostanze quali il gamma-orizanolo, conosciuto per i suoi effetti positivi sul metabolismo lipidico e in particolare del colesterolo.
Il riso integrale essendo ricco di fibre può avere effetti benefici per chi soffre di problemi digestivi e riduce il rischio di sviluppare il cancro al colon, poiché agisce sull’assorbimento delle sostanze tossiche sulle cellule del colon e aiuta anche a mantenere in equilibrio gli zuccheri nel sangue.
Il manganese in esso presente aiuta il corpo a produrre energia da ciò che mangiamo e  contribuisce a combattere l’azione sull’organismo dei radicali liberi, durante il processo di produzione dell’energia.
Rinforza le difese immunitarie e protegge le cellule dall’azione dei radicali liberi per la presenza di zinco.
Una sola porzione di riso integrale copre il 23% del fabbisogno giornaliero di B6. Questa importante vitamina stimola anche la produzione di serotonina, detto anche ormone del buonumore.
Infine gli olii presenti in questo tipo di riso aiutano a ridurre i livelli di LDL noto anche come colesterolo cattivo.

Il riso integrale è soprattutto un alimento rinfrescante, disintossicante e lievemente lassativo; è un cereale che, in quanto privo di glutine, può essere consumato senza alcun problema dalle persone interessate dal morbo celiaco.

Il riso è l'unico cereale che cresce contemporaneamente insieme alla terra, all'acqua e all'aria. Questa crescita particolare fà del riso integrale uno dei cibi più equilibrati e curativi. Da un punto di vista energetico la macrobiotica consiglia di consumare riso a chicchi tondi durante l'inverno e a chicchi lunghi d'estate, per restare in sinergia con l'ambiente esterno.
Il riso è anche il cereale più indicato per una dieta anti infiammatoria sistemica e intestinale perché contiene specifiche sostanze (non presenti nel riso bianco) come la TRICINA, che contrastano la sintesi degli eicosanoidi legati ai processi infiammatori. Quando c’è un processo infiammatorio acuto, consumare solo riso integrale per alcuni giorni, condito eventualmente con un po’ di gomasio o di semi, può essere un vero toccasana. Per evitare irritazioni causate dalle fibre alimentari, in particolare in caso di infiammazione del tubo digerente si può mangiare il riso integrale sotto forma di crema di riso molto cotto passato al setaccio per eliminare le fibre. Se è presente una infiammazione del tubo digerente (come ad esempio durante chemioterapie) si può addensare la crema di riso con il kuzu (un amido con proprietà alcalinizzanti estratto dalla radice di una pianta che cresce in montagna). Ciò aiuta a ridurre la permeabilità intestinale a molecole alimentari non completamente digerite, che favoriscono stimolazioni immunitarie inappropriate e portano ad infiammazione intestinale, allergie alimentari e a patologie autoimmuni.


METODI DI COTTURA
Il riso integrale, così come tutti i cereali in chicco integrali o semintegrali, andrebbe cucinato sempre con la tecnica definita per assorbimento cioè non scolando il cereale a fine cottura ma facendo riassorbire tutta l'acqua necessaria al raggiungimento della cottura. In pratica come si fà?
Si lava bene il riso sotto acqua corrente per eliminare eventuali impurità. Si prende come misura una tazza o altro contenitore e si riempie con il riso. Per ogni tazza di riso aggiungeremo due volumi (quindi in questo caso due tazze) di acqua fredda in una pentola di acciaio dal fondo spesso. Portiamo a bollore, saliamo, poi copriamo con il coperchio e lasciamo il fuoco al minimo. Dopo circa 40 minuti il riso sarà pronto, avrà assorbito tutta l'acqua e sarà bello sgranato. Il tempo e la quantità di acqua possono subire delle piccole variazioni in base al tipo di riso, fate riferimento al tempo indicato sulla confezione e regolatevi sulla quantità di acqua.
Le prime volte è normale commettere qualche errore: troppa acqua, troppo poca, fuoco forte, dimenticare il coperchio...dopo un po' di pratica vi verrà automatico e mentre il riso si cucinerà voi potrete dedicarvi ad altro.

Esistono poi dei metodi per cucinare il riso integrale che riducono notevolmente il tempo sui fornelli mantenendo intatti qualità nutritive e gusto.
Un metodo è quello dell'ammollo perchè in questo modo si riducono i tempi di cottura; un altro è quello di utilizzare la pentola a pressione che permette di dimezzare i tempi di cottura. Procedete come indicato in precedenza, quando la pentola fischia, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per metà del tempo indicato sulla confezione.
Un altro sistema molto utile soprattutto d'estate è questo:
dopo aver fatto bollire il riso una diecina minuti circa, spegnete il fuoco e coprite la pentola con una coperta. Il riso continuerà a cuocere anche a freddo, sfruttando il calore dell'acqua e assorbendola man mano.
Quando sarà l'ora del pasto potremo rimetterlo sul fuoco per qualche minuto, scaldarlo.
Questo tipo di cottura ci consente di effettuare la prima fase della cottura impegnando poco tempo. Per esempio potremo eseguire questa operazione durante la prima colazione e quando torneremo a casa troveremo il nostro riso già pronto. Basterà rimetterlo sul fornello per pochi minuti e lo condirlo a piacere, con verdure, con olio e basta o come gustoso e sano contorno.

Direi che abbiamo decisamente parecchi motivi per consumare il riso INTEGRALE!
Vediamo allora una ricetta semplice ma molto gustosa che ci ha preparato Elisa (http://lamiacucinaetica.blogspot.it/), che prepara e cura per noi le ricette del blog della sezione gluten free vegan:


Fiore di basmati 
con dadolata di tofu croccante e cavoletti di Bruxelles aromatizzati al limone




Ingredienti per 4 persone: 
300 gr di riso basmati integrale
salsa di soia “Tamari”
radice di zenzero fresco
2 cucchiai di “Mirin” (facoltativo)
300 gr di tofu al naturale
2 cucchiai di pan grattato
250 gr di cavoletti di Bruxelles
2 carote
un cipollotto
la buccia di due limoni biologici
3-4 foglie di alloro
peperoncino
timo, santoreggia e origano freschi (o altre erbe a piacere)
sale marino integrale
olio extra vergine di oliva




Procedimento:
Tagliate il tofu a “dadolini”, bagnatelo con la salsa si soia aromatizzata con erbe fresche a piacere, passatelo nel pangrattato e infornatelo con un filo d’olio extra vergine di oliva a 180° per 20-25 minuti.
Lavate accuratamente il riso basmati e lessatelo con la tecnica “ad assorbimento” nel seguente modo: ponetelo in una pentola, calcolando circa il doppio del volume di acqua rispetto al peso, in questo caso poco meno di 600 gr, aggiungete il mirin (per chi non lo conoscesse è un liquore dolce giapponese molto utilizzato nella cucina macrobiotica, completamente privo di zucchero, ma naturalmente dolce in quanto ricavato dalla fermentazione del riso glutinoso), il succo di un pezzetto di radice di zenzero grattugiata (la quantità è personale e va in base ai gusti), e 2 cucchiai di salsa Tamari. Mescolate il tutto e mettere sul fuoco, portando ad ebollizione a fiamma alta. Appena spicca il bollore, abbassate la fiamma quasi al minimo, coprite e lasciate cuocere senza mai rimestare per circa 30 minuti e fino ad assorbimento completo del liquido.
Con questa tecnica il riso risulterà perfettamente cotto e sgranato.
Nel frattempo preparate in una padella molto capiente, dell’olio extra vergine di oliva, la buccia dei limoni tagliata a striscioline grosse con un pelapatate, le foglie di alloro, il cipollotto e le carote tagliuzzati, le erbette fresche tritate e il peperoncino. Lasciate saltare il tutto per un paio di minuti, aggiungete i cavoletti di Bruxelles tagliati a spicchietti, salate lievemente e fate saltare il tutto pochissimi minuti fino a rendere i cavoletti al dente e di un colore verde brillante, così da salvaguardarne tutte le preziosissime peculiarità nutrizionali che possiedono. A fine cottura aggiustate di sale o di tamari, scartate le bucce di limone e l’alloro, e aggiungete il tofu croccante appena sfornato.
Con l’aiuto di un coppapasta a forma di fiore, componete il piatto mettendo alla base uno strato di riso basmati, e sopra il composto di tofu e cavoletti. Aggiungete un filo di olio extra vergine di oliva a crudo e ancora un pò di buccia di limone fresca grattugiata.


Ricetta di Elisa Spadola: diplomata cuoca e terapista naturale, esperta di cucina vegana e gluten free. Dedita studiosa e conoscitrice del potere che il cibo ha sulla nostra salute. "Lo studio degli alimenti, le loro combinazioni , gli stili di cottura, la stagionalità: niente va lasciato al caso al fine di ottenere piatti equilibrati, sani, naturali e che deliziano il palato."

venerdì 14 febbraio 2014

San Valentino

14 febbraio: San Valentino

Ancora non ho ben capito come si sia arrivati ad associare questo giorno alla festa degli innamorati perchè ci sono diverse teorie storiche, supposizioni e magari anche fantasie... Sicuramente c'è stata negli ultimi anni anche una strumentalizzazione commerciale per poter usufruire di questa giornata per vendere gadgets e pensierini a volte tenere altri ridicoli... 

In ogni caso non credo si debba denigrare questa festa: è vero, l'amore non ha bisogno di una giornata dedicata, di regali o di qualche frase fatta, ma a volte, nel cammino della vita di coppia ci si allontana, ci si fà prendere dalla routine e dalle incombenze della vita di tutti i giorni. Ecco, in questo caso, fermarsi un giorno e ricordarsi di essere fortunati ad avere vicino l'altro/a, ringraziarlo/a per le piccole grandi cose che fà per noi ogni giorno e anche per i suoi difetti che ormai abbiamo imparato a conoscere ed amare...

Donarsi l'uno all'altro sinceramente, lasciando affievolire i risentimenti, le piccole discussioni, le incomprensioni... Non serve molto, basta uno sguardo, un abbraccio, un bacio profondo che ti riempie il cuore...e scopri che San Valentino è ogni giorno.

Ma l'amore non è solo quello tra fidanzati, moglie e marito, l'amore è molto di più, invade chi ti sta vicino: i figli, i genitori, gli amici. Quindi anche se non hai ancora trovato la tua dolce metà, lasciati travolgere dall'amore e condividilo con chi ti sta vicino...


«L'amore si scopre soltanto amando.»
(P. Coelho)

Buona giornata a tutti! 


Un cuore per due: cioccolato fondente ripieno al lampone. La nuova creazione nata dalla collaborazione tra Natural Bios e ZuccherArt. Lo puoi trovare oggi presso la pasticceria ZuccherArt di Legnano



sabato 8 febbraio 2014

Un nostro ricettario in omaggio con la spesa



Nel mese di febbraio potrete ricevere un nostro RICETTARIO GRATUITO con 7 menù completi e le ricette delle frittelle, per ogni spesa effettuata presso i negozi Naturasì di Gallarate, Naturasì di Busto Arsizio e Bottega e Natura di Legnano. Affrettatevi!
Inoltre al banco frutta e verdura del negozio Naturasì di Gallarate troverete ogni settimana una nostra ricetta e consigli per cucinare le verdure di stagione!

mercoledì 22 gennaio 2014

La piadina

Quando ero piccola, anzi fino a pochi anni fà, trascorrevamo le vacanze estive nella nostra casa a Milano Marittima, luogo che mi è rimasto nel cuore.
Uno dei piatti tipici locali ovviamente è la piadina ma qui e in tutta la zona di ravenna e dintorni (e solo qui) si prepara la piadina un po' più spessa di quella riminese. Quest'ultima essendo più fine se non si riscalda bene resta un po' cruda ma se si scalda troppo diventa croccante, insomma non è facile trovare il giusto compromesso e in ogni caso ciò che predomina nel gusto è il ripieno e non tanto l'impasto della piadina.
Inoltre quella di Ravenna, essendo alta e saporita, si gusta anche dopo ore dalla preparazione, quando è fredda, come se fosse un panino. Ovviamente però il top è mangiarla tiepida!

Ecco allora la ricetta che, dico subito per tutti i romagnoli, è stata creata su ispirazione della ricetta originale e riadattata per ottenere un compromesso gusto ed ingredienti salutari.
Ultima cosa: per quanto riguarda la farina, potete utilizzare quella che preferite (ma non la 00, capito?!?), io ho miscelato farina di grano duro integrale con la farina tipo 0 per ottenere un semintegrale non troppo incisivo sul gusto, ma potete anche farle con la farina integrale o semintegrale. 


Per 4 piadine:
  • 150 g di farina di grano duro integrale
  • 250 g di farina tipo 0
  • 20 g di olio extravergine di oliva
  • 20 g di olio di semi di girasole
  • 8 g di sale marino integrale
  • 100 g circa di acqua frizzante
  • 100 g di latte di soia non dolcificato
  • 8 g di lievito per torte salate (io ho usato quello del Baule Volante) + 2 g di bicarbonato
  • 1 cucchiaino raso di malto d'orzo (facoltativo)
Mescolate la farina con il lievito e il bicarbonato; aggiungete l'olio e poi il latte e l'acqua miscelati insieme a temperatura ambiente. Unite il malto. Unite il sale. Impastate fino ad avere una consistenza morbida ed elastica. Fate riposare sotto una campana per 30 minuti. Stendete allo spessore di qualche mm (non troppo fine), bucherellate la superficie e cuocete sulla padella rovente da ambo i lati.
Con che cosa farcirla? Un'idea diversa dal solito potrebbe essere una mousse di pomodori secchi. Trovate la ricetta sul libro "Il ricettario della gravidanza" scritto da me ed E. Sacconago, edito da Red!  http://www.naturalbios.it/eshop.html
Non fatevi trarre in inganno dall'idea del tofu...provatela e poi mi direte!



martedì 21 gennaio 2014

Il ricettario della gravidanza

E' arrivato anche "Il ricettario della gravidanza" scritto da A. Marconato ed E. Sacconago, edito da Red!

Un libro dedicato a tutte le future mamme ma anche a tutti coloro che desiderano capire cosa mettere nel piatto tutti i giorni.  La gravidanza infatti non è una malattia ma un periodo particolare in cui sicuramente si deve fare maggiore attenzione a ciò che si mangia ma la base è sempre una sana e corretta alimentazione.
 
La gravidanza è un buon momento per impegnarsi ad adottare uno stile di vita sano!

Dopo un'analisi dei nutrienti essenziali per alimentarsi correttamente, circa sessanta ricette, valido esempio per concretizzare quanto descritto.

Un grazie particolare al dott. Abrate (ginecologo), dr.ssa Rossoni (dietista) e Silvia (in copertina) per la loro preziosa collaborazione!


E' possibile acquistarlo sul sito http://www.naturalbios.it/eshop.html
oppure presto in tutte le librerie!

 

giovedì 16 gennaio 2014

Pillole di sana alimentazione

Lo sapevate che quasi un terzo dei tumori può essere attribuito ad un'alimentazione sbagliata?
 
Un numero sempre crescente di studi dimostra l’importanza di una sana alimentazione nella prevenzione del cancro. Naturalmente ci sono tumori più sensibili di altri agli effetti del cibo. È l’European prospective investigation into cancer and nutrition (Epic), a stilarne l’elenco. A partire da quelli dell’apparato gastrointestinale: esofago, stomaco e colon-retto sono gli organi più colpiti. Seguiti dal fegato, attraverso il quale passano tutte le sostanze assorbite dall’intestino e quindi particolarmente esposto ai danni provocati da eventuali elementi cancerogeni. Tre quarti di questi mali si potrebbero prevenire mangiando meglio.

Gli studi più recenti hanno però messo in evidenza che l’azione del cibo sul rischio di cancro è molto più estesa: il tipo di alimentazione, infatti, influisce sullo stato di infiammazione, che può predisporre a ogni forma di cancro e sull’equilibrio ormonale, in grado di favorire oppure ostacolare lo sviluppo dei tumori.
Una dieta sbagliata è legata anche all’insorgere di patologie quali l’obesità, la sindrome metabolica, il diabete o le dislipidemie. Ecco perché fare attenzione a ciò che si mangia è fondamentale.


"Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (World Cancer Research Fund) ha concluso nel 2007 un'opera ciclopica di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto tra alimentazione e tumori a cui hanno collaborato oltre 150 ricercatori, epidemiologi e biologi provenienti dai centri di ricerca più prestigiosi del mondo.
Ne è nato il decalogo che segue, che viene regolarmente aggiornato (ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.dietandcancerreport.org):

  1. Mantenersi snelli per tutta la vita.  Per conoscere se il proprio peso è in un intervallo accettabile è utile calcolare l'indice di massa corporea (BMI = peso in Kg diviso per l'altezza in metri elevata al quadrato: ad esempio una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,74 ha un BMI = 70 / (1,74 x 1,74) = 23,1.), che dovrebbe rimanere verso il basso dell'intervallo considerato normale (fra 18,5 e 24,9 secondo l'Organizzazione mondiale della sanità). 
  2. Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni. In pratica è sufficiente un impegno fisico pari a una camminata veloce per almeno mezz'ora al giorno; man mano che ci si sentirà più in forma, però, sarà utile prolungare l'esercizio fisico fino ad un'ora o praticare uno sport o un lavoro più impegnativo. L'uso dell'auto per gli spostamenti e il tempo passato a guardare la televisione sono i principali fattori che favoriscono la sedentarietà nelle popolazioni urbane. 
  3. Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate. Sono generalmente ad alta densità calorica i cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono elevate quantità di zucchero e grassi, quali i cibi comunemente serviti nei fast food. Si noti la differenza fra "limitare" ed "evitare". Se occasionalmente si può mangiare un cibo molto grasso o zuccherato, ma mai quotidianamente, l'uso di bevande gassate e zuccherate è invece da evitare, anche perché forniscono abbondanti calorie senza aumentare il senso di sazietà. 
  4. Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un'ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta. Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (per circa 600g); si noti fra le verdure non devono essere contate le patate. 
  5. Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate. Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Non sono raccomandate, ma per chi è abituato a mangiarne si raccomanda di non superare i 500 grammi alla settimana. Si noti la differenza fra il termine di "limitare" (per le carni rosse) e di "evitare" (per le carni conservate, comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel), per le quali non si può dire che vi sia un limite al di sotto del quale probabilmente non vi sia rischio. 
  6. Limitare il consumo di bevande alcoliche. Non sono raccomandate, ma per chi ne consuma si raccomanda di limitarsi ad una quantità pari ad un bicchiere di vino (da 120 ml) al giorno per le donne e due per gli uomini, solamente durante i pasti. La quantità di alcol contenuta in un bicchiere di vino è circa pari a quella contenuta in una lattina di birra e in un bicchierino di un distillato o di un liquore. 
  7. Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi). Assicurarsi quindi del buon stato di conservazione dei cereali e dei legumi che si acquistano, ed evitare di conservarli in ambienti caldi ed umidi. 
  8. Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo. Di qui l'importanza della varietà. L'assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro è invece sconsigliata. 
  9. Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi. 
  10. Nei limiti dei pochi studi disponibili sulla prevenzione delle recidive, le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro valgono anche per chi si è già ammalato.
AIRC, in accordo con le indicazioni del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro, ha deciso di realizzare 4 brevi video per aiutarti a scegliere gli alimenti giusti da mettere in tavola ogni giorno, con utili consigli su come cucinarli al meglio per uno stile di vita salutare.
Guarda il video presentazione dei contenuti delle 4 "Pillole"con Anna Villarini, dell'Istituto nazionale tumori di Milano".


I cereali integrali:

Carni e grassi:

Frutta e verdura:

Le cotture:

Queste sono le indicazioni base e scientifiche che seguiamo durante i nostri corsi di cucina, attività culinarie, eventi, book ed ebooks. 

martedì 14 gennaio 2014

Un gesto d'amore per amare la lettura




Oggi vi presento Paola Bettoni, un'amica appassionata del proprio lavoro e molto competente in materia di bambini e lettura ma non solo. Sarà lei a scrivere degli articoli per sensibilizzare genitori e ragazzi alla lettura ed a tutte le attività creative (teatro, attività ludiche...) che nell'epoca della Playstation, computer e social network sono perle rare e troppo spesso dimenticate. 
Sono convinta che il rapporto genitori-figli ma anche la stessa personalità e capacità del bambino si sviluppino con il contatto fisico e sentimentale con la famiglia, giocando insieme, uscendo alla scoperta del mondo reale anziché rinchiudersi davanti alla tv o al pc che, se pur strumenti utili per conoscere, possono diventare distruttivi.
Ecco perchè ci impegneremo a diffondere queste attività e conoscenze per stimolarvi ad interagire con i vostri bambini!
In questo articolo Paola ci parla dell'importanza della relazione e del gesto d'amore per far amare la lettura ai bambini e ci presenta il progetto "Nati per leggere".
 
"Lettori si nasce o si diventa? Esiste una ricetta miracolosa per far emergere l’amore per la lettura nei bambini (magari riscoprendolo noi stessi)?
Ricerche e progetti sempre più mirati ed interdisciplinari gridano a gran voce: SI! 
 
Come spesso accade poi le ricette più gustose, sono anche le più semplici, ingredienti essenziali: disponibilità ed un pizzico di pazienza, curiosità ed attenzione e chiaramente… una buona scorta di libri in dispensa.
 
Circa l’età in cui introdurre i piccoli al mondo magico delle storie direi… quanto prima! Sicuramente sin dal primo anno di vita. Le modalità di approccio al libro come oggetto ed ai suoi contenuti cambieranno necessariamente nel passare dei mesi e poi degli anni, come pure il ruolo in prima battuta indispensabile del genitore (nonno, baby-sitter, insegnante, bibliotecario…) ma sicuramente la familiarità con esso, l’abitudine a maneggiare i testi, i processi di imitazione dell’adulto… contribuiranno a rendere il libro parte della quotidianità del piccolo. 

Ma… il "gesto d’amore"? Una libreria colma di libri, seppur coloratissimi e dalle più mirabili forme, non basta a far nascere lettori. Chiave di volta della promessa iniziale, ancora una volta (come insegna la miglior pedagogia), non è altro che la RELAZIONE. Sin dai primi mesi di vita, leggere ad alta voce ai propri bambini è un’attività coinvolgente, cognitivamente ma soprattutto emozionalmente: la vicinanza con il bambino, il ritmo e la sonorità rassicurante di mamma e papà, la vicinanza spaziale, magari l’abbraccio, che avvolge il piccolo cullato dalla voce… Ecco che leggere insieme, già dai primi sei mesi di vita, può diventare innanzitutto un appuntamento relazionale importante, speciale


 
La lettura ad alta voce oltre "a rafforzare il legame affettivo tra chi legge e chi ascolta, crea nei più piccoli l’abitudine all’ascolto, aumenta i loro tempi di attenzione, calma rassicura e consola, accresce il desiderio di imparare a leggere. La vostra voce è magia per il bambino. L'elemento che più conta è lo stare insieme, condividere la lettura come un'attività semplice. Non sono richieste doti particolari di bravura o di tecnica, è sufficiente seguire il testo e intraprendere con il bambino una lettura dialogica, ricca di scambi affettivi."
 
Queste indicazioni, come altri numerosi consigli ed approfondimenti, suddivisi per tappe evolutive dei bambini ed accompagnate da indicazioni bibliografiche ad hoc, sono il fulcro di un importante progetto nazionale nato nel 1999 che vede la collaborazione apparentemente eccezionale e straordinaria di Bibliotecari (A.I.B.), Pediatri (F.I.M.P.) e del Centro per la Salute del Bambino ONLUS, ovvero il progetto NATI PER LEGGERE. Motore dell’iniziativa "il diritto di ogni bambino ad esser protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo", missione la promozione della lettura ad alta voce in bambini di età compresa tra 0 e 6 anni.
 
Per maggiori informazioni vi invito a consultare il sito www.natiperleggere.it ma soprattutto, se ne avete l’occasione, ritagliarvi un po’ di tempo per visitare la biblioteca ragazzi della vostra città e chiedere direttamente agli operatori informazioni sul progetto. Ogni Regione, Provincia ed anche Comune, ha infatti sviluppato negli anni gruppi di lavoro, bibliografie, eventi, incontri… per chi già non conoscesse il progetto vi stupirà la mole di informazioni, suggerimenti ed anche occasioni culturali mirate che vi si presenteranno.
Da parte mia mi permetto di chiudere con un avvertimento: maneggiate con cura i testi pensati e scritti per i più piccoli… potreste non poterne più fare a meno!"


Articolo scritto da Paola Bettoni, laureata con lode in Scienze dell’Educazione. Esperienza decennale in ambito bibliotecario, nella promozione museale e del libro soprattutto destinati ai più piccoli. Attualmente responsabile organizzativo di una compagnia teatrale professionale per famiglie a livello nazionale. " Un curriculum formativo e lavorativo che, con impegno e un po’ di sana ostinazione, rispecchia le mie più grandi passioni: l’arte e la letteratura, la promozione culturale, il lavoro con e per i più piccoli… il tutto mescolato con un pizzico di creatività e una buona dose di entusiasmo!"