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giovedì 13 novembre 2014

Rimedi naturali per il raffreddore

Con questo tempaccio è facile avere i primi sintomi da raffreddamento. Questo spesso è dovuto anche al tentativo del corpo, in particolare durante i cambi di stagione, di ripulirsi.  Sicuramente alla base c'è anche una stanchezza/stress per cui le difese del corpo sono ridotte e c'è stato un eccesso di zuccheri, latticini e alcool nei mesi precedenti. Prima cosa dunque, evitare di consumare in questo periodo questi alimenti.

Poi è possibile realizzare due rimedi semplici e naturali per questi primi sintomi:

SUCCO DI SEDANO E LIMONE:  quando c'è solo un banale raffreddore si può bere il succo di un piccolo limone insieme al succo di  sedano

BEVANDA DI LOTO: se oltre al raffreddore c'è anche una leggera febbre potete preparare questa bevanda. A Milano si trova in vendita nei negozi di prodotti orientali (Kathay) la radice fresca in alcuni periodi dell'anno. In alternativa si possono usare le radici essiccate o in polvere in vendita nei negozi biologici. Se utilizzate il loto fresco, grattugiatene 5 cm e poi filtrate il succo con una garza. Aggiungete qualche goccia di succo di zenzero fresco e infine una tazza d'acqua. Fate bollire alcuni minuti e consumate.



Se utilizzate il loto essiccato, fate bollire circa 10 g di radice in una tazza di acqua per 10-15 minuti. Aggiungete qualche goccia di succo di zenzero e un pizzico di sale marino o un pò di salsa di soia (tamari) . Bevete dopo aver fatto bollire alcuni minuti.














Se utilizzate il loto in polvere, usatene un cucchiaino a persona, aggiungetelo alla tazza di acqua insieme ad un pizzico di sale marino e a 2-3 gocce di succo di zenzero fresco. Fare scaldare il tutto a fiamma bassa e spegnete il tutto non appena inizia a bollire.



BEVANDA KUZU LOTO: si usa in caso di raffreddore o di influenza con febbre lieve e disturbi di stomaco o d’intestino. Il kuzu è l’amido che si ricava dalla radice di una vite (Pueraria lobata, Pueraria irsuta) originaria delle montagne del Giappone. Non solo ha un’altissima solubilità in acqua, ma il kuzu viene facilmente digerito dallo stomaco e assorbito dall’intestino. Il composto pare contenga alte concentrazioni di isoflavoni come la daidzeina, un antinfiammatorio, antimicotico e antitumorale naturale. Il kuzu ha molte proprietà come ad esempio abbassare la temperatura corporea, rafforzare lo stomaco e l’intestino. Preparate la bevanda di loto grattugiando 5 cm di radice di loto, qualche goccia di succo di zenzero fresco, una tazza di acqua e 1 cucchiaino di kuzu. Fate bollire 5 minuti mescolando. 
Attenzione sempre alle interazioni con i farmaci o trattamenti prolungati perchè anche se prodotti naturali possono comunque, se assunti in modo esagerato o errato, dare problemi o interazioni (ad esempio un eccesso di kuzu potrebbe dare stitichezza o dovrebbe essere evitato in gravidanza). Fatevi sempre consigliare da chi conosce questi prodotti/rimedi.
La ricette provengono dal libro dei rimedi macrobiotici di Michio Kushi.

venerdì 21 marzo 2014

Equinozio di primavera e brodo di clorofilla



Ieri, giovedì 20 marzo alle ore 17.57 è avvenuto l'equinozio di primavera del 2014 ed è arrivata ufficialmente la primavera dal punto di vista astronomico anche se le stagioni meteorologiche iniziano in anticipo di una ventina di giorni rispetto a solstizi ed equinozi, e durano sempre 3 mesi.

La parola "equinozio" deriva dal latino æquinoctium, ovvero "notte uguale"; esso avviene due volte durante l'anno e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del Sole) e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra (infatti negli altri giorni dell'anno l'asse di rotazione terrestre non è perpendicolare al piano di rivoluzione orbitale intorno al Sole).

Gli equinozi avvengono a circa sei mesi di distanza l'uno dall'altro, più precisamente a marzo e a settembre del calendario civile. Nel nostro emisfero l'equinozio di marzo segna la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, mentre quello di settembre termina l'estate e introduce l'autunno. Viceversa accade nell'emisfero australe, dove l'autunno entra all'equinozio di marzo e la primavera in quello di settembre.A causa della "precessione degli equinozi" (effetto moto eccentrico dell'asse di rotazione terrestre su se stesso), l'equinozio di settembre risulta sempre tardivo (nel calendario il 22 o 23 settembre) rispetto a quello di marzo. La data astronomica dell'equinozio di marzo sta altresì anticipando sempre di più, tanto da cadere spesso il 20 marzo e, a partire dal 2044 circa, saltuariamente anche il 19 marzo: ciò è dovuto all'organizzazione dei giorni bisestili nel calendario civile, che ha comportato il mantenimento dell'alternanza quadriennale per l'anno 2000 e causato quindi un progressivo spostamento di un giorno di tutti gli avvenimenti celesti fino al prossimo riallineamento previsto nell'anno 2100.


La primavera si sa è un periodo che si porta dietro tossine e spesso chili di troppo accumulati durante l'inverno e molti di noi sentono l'esigenza di fare le pulizie primaverili non solo di casa, ma anche del proprio corpo.
La Quaresima ci viene in aiuto, potrebbe essere un ottimo periodo per fare qualche rinuncia e adottare qualche rimedio per depurarsi.
Ovviamente la prima regola è quella di mangiare in mdo sano ed equilibrato e di iniziare a ridurre i condimenti (anche l'olio), i prodotti da forno e le cotture pesanti.
Guarda caso, in questo periodo la Natura mette a disposizione frutta e verdura di stagione che agiscono proprio sugli organi preposti alla depurazione, cioè il fegato e i reni. 




Ecco allora che vi vorrei suggerire un rimedio naturale da provare in questo periodo:
il BRODO DI CLOROFILLA

La clorofilla è un pigmento di colore verde presente nelle cellule vegetali, o negli organismi che realizzano la fotosintesi clorofilliana. La sua molecola ha una somiglianza con l’emoglobina, la molecola. Al centro della molecola di emoglobina c’è il ferro (Fe), mentre invece al centro della molecola di clorofilla c’è il magnesio (Mg).


Questo rimedio è molto semplice ed efficace per:
  • stimolare la funzionalità epatica
  • cellulite
  • gonfiore addominale soprattutto post-prandiale
  • cattiva digestione e sintomi ad essa collegati  





RICETTA
  • 1/2 tazza di verdure a foglia verde fresche (tarassaco, cime di rape, foglie di sedano, foglie dei ravanelli, foglie delle carote, foglie di papavero...)
  • 1 tazza di acqua
Tritate grossolanamente le foglie verdi. Portate a bollore l'acqua. Immergete le verdure e lasciate riprendere il bollore. Fate bollire 1-2 minuti.. Filtrate e bevete il brodo caldo meglio se 10 minuti prima del pasto.
Non vanno bene le foglie degli spinaci perchè l'acqua di cottura è troppo ricca di ossalati.
Le prime volte non fatelo troppo concentrato o farete fatica a berlo. 

Altri alimenti indicati nel periodo primaverile sono i prodotti fermentati e germmogliati: tempeh, miso, germogli, insalatini. 
Provate e poi fatemi sapere.
Buon risveglio dal letargo invernale ;-)



martedì 3 settembre 2013

I buoni propositi di settembre...

Settembre per molti di noi è il mese dei buoni propositi...Un momento per prendere in mano le redini della propria vita, fare un bilancio parziale dell'anno e ripartire con nuovi progetti ed energie per realizzarli.

Per trasformare però le nostre INTENZIONI in AZIONI ci vogliono volontà e grinta.

Anche il riposo ed il cibo giusto ci danno le energie per mettere in pratica i nostri progetti. Iniziamo da questo...

A giorni pubblicheremo il calendario dei nuovi corsi di cucina del prossimo semestre.

Intanto vorrei lasciarvi una semplice ricetta della cucina macrobiotica: un rimedio consigliato a tutti in questo periodo di passaggio tra l'estate e l'autunno ma particolarmente indicato a chi sta per iniziare una dieta, una depurazione o comunque vuole disintossicarsi da certi vizi e/o cibi come caffè, zucchero, alcol e prodotti da forno. E' un brodo di verdure dolci che rilassa e distende muscolatura e mente e calma l'ansia.
Bevetene una/due tazze al giorno.



Ricetta 
Parti uguali (circa 1/2 tazza per ciascun ingrediente) di cipolle, carote, cavolo, zucca (o in alternativa ad uno di questi potete usare rape bianche e daikon).

In una pentola, portare ad ebollizione  il doppio di acqua (circa 5 tazze) rispetto al volume delle verdure. Aggiungere le verdure e aspettare che l’acqua torni a bollire. Abbassare la fiamma al minimo e far sobbollire per circa 20 minuti. Come rimedio il brodo non necessita di sale o altri condimenti. Filtrare e bere tiepido.
Buona ripresa e buoni progetti!

giovedì 30 maggio 2013

La crema di riso



Il riso integrale dovrebbe costituire il fondamento di ogni alimentazione.
Oltre ad una buona percentuale di proteine, carboidrati complessi e fibre, contiene preziosi minerali tra cui fosforo, magnesio, potassio, calcio, ferro, zinco e selenio, che intervengono come co-elementi catalizzatori in numerosi processi  cellulari sostenendo il corretto funzionamento del metabolismo energetico, il trofismo dei tessuti e il sistema immunitario; ad essi si accompagnano poi aminoacidi essenziali, cioè quegli aminoacidi  che l’organismo non è in grado di sintetizzare e che devono quindi essere assunti con la dieta, e sostanze quali il gamma-orizanolo, conosciuto per i suoi effetti positivi sul metabolismo lipidico e in particolare del colesterolo. Ricordo inoltre che il riso è un cereale senza glutine.
Quello che forse non si sa è che è il cereale più indicato per una dieta anti infiammatoria sistemica e intestinale perché contiene specifiche sostanze (non presenti nel riso bianco) come la TRICINA, che contrastano la sintesi degli eicosanoidi legati ai processi infiammatori. Quando c’è un processo infiammatorio acuto, consumare solo riso integrale per alcuni giorni, condito eventualmente con un po’ di gomasio o di semi, può essere un vero toccasana. Per evitare irritazioni causate dalle fibre alimentari, in particolare in caso di infiammazione del tubo digerente si può mangiare il riso integrale sotto forma di crema di riso molto cotto passato al setaccio per eliminare le fibre. Se è presente una infiammazione del tubo digerente (come ad esempio durante chemioterapie) si può addensare la crema di riso con il kuzu (un amido con proprietà alcalinizzanti estratto dalla radice di una pianta che cresce in montagna). Ciò aiuta a ridurre la permeabilità intestinale a molecole alimentari non completamente digerite, che favoriscono stimolazioni immunitarie inappropriate e portano ad infiammazione intestinale, allergie alimentari e a patologie autoimmuni. 

Quando mi vennero spiegate queste proprietà della crema di riso dal dott. Berrino durante il corso professionale "La cucina per la prevenzione delle malattie croniche", mi dissi: la proverò solo quando starò veramente male perché l'idea di mangiare questa crema, magari a colazione, non mi entusiasmava proprio...anzi per nulla. Poi un giorno mi decisi a provarla inizialmente per la colazione e poi anche per il pasto della giornata e rimasi piacevolmente stupita!
Ora mi piace molto a colazione soprattutto se tiepida e leggermente dolcificata con dell'uvetta o della mela, della vaniglia e per bilanciare un po' aggiungo sempre un cucchiaino di crema chiara 100% di mandorle per la versione dolce o del tahin o semi per quella salata. Ma perché no, se non si hanno patologie particolari, si potrebbe aggiungere un quadretto di cioccolato fondente in modo che sciogliendosi otterremo una sorta di budino al cioccolato.
Se la volete provare invece in versione salata potete condirla con poca salsa di soia e qualche seme di girasole tostato e gomasio.

Ma veniamo alla ricetta base della CREMA di RISO:

  • 1 tazza di riso integrale tondo 
  • 7 tazze di acqua 
  • un pizzico di sale marino integrale

Sciacquate il riso. Mettete il riso in una pentola a pressione, chiudete e portate in pressione , ponete una piastra rompi fiamma sotto la pentola e proseguite la cottura a fiamma bassa per circa 2 ore. (Attenzione, se utilizzate riso molto glutinoso o non conoscete bene il vostro riso, non utilizzate la pentola a pressione!). Se decidete di utilizzare una pentola normale anziché a pressione, usate 12 tazze di acqua e fate cuocere il riso per tre ore. Lasciate intiepidire e poi passate al passaverdure manuale in modo da ridurlo in crema. Come ho detto prima, questo passaggio è fondamentale per chi ha problemi intestinali e stati infiammatori, per tutti gli altri, potete mangiarla anche senza passarla, in base anche ai vostri gusti. La consistenza della crema verrà molto liscia e omogenea più il passaverdure avrà una trama fine e fitta. Anche il  tipo di riso influisce sul risultato, eventualmente potete regolarvi e arrivare fino ad un rapporto riso:acqua di 1:10.
Se desiderate preparare la crema in maniera più veloce potete utilizzare la farino di riso integrale (più fresca possibile, meglio se appena macinata) anziché i chicchi. In questo caso utilizzate 1 tazza di farina e 5-6 tazze di acqua  e un pizzico di sale cercando di non formare grumi mescolando di tanto in tanto per 30 minuti. In questo caso ovviamente rimarranno le fibre e quindi non sarà adatta a chi ha patologie intestinali. 
Tuttavia credo sia decisamente migliore la prima versione, sia per le maggiori proprietà conservate nei chicchi, sia per la consistenza finale. Tanto il riso si cucina da solo mentre voi fate altro durante la serata ed avrete pronta la vostra crema per il giorno dopo. Se ne può preparare la quantità necessaria per 2 giorni, da conservare in frigo.
Il riso, oltre alle proprietà elencate, possiede, da un punto di vista energetico, e dona a chi se ne nutre, un estremo equilibrio psicofisico che vi permetterà di essere "qui ed ora", di "centrare l'obiettivo" della giornata.
Crema di riso a colazione almeno una volta alla settimana? Una buona e sana abitudine!