Udite...udite!
Per tutti gli amanti della panificazione...
amanti del LIEVITO MADRE...
Blogger, mamme, professionisti alle prese con esperimenti culinari
E' iniziata la gara che fà per voi: GARA DI TORTE realizzate con il LIEVITO MADRE!
3...2....1....Via!
Che la gara abbia inzio!...E vinca il migliore!
E il premio?!?.....scopritelo nel bando della gara... :-)
Per regolamento e iscrizioni:
http://www.naturalmenu.net/it/garaditorte.asp
mercoledì 13 febbraio 2013
Gara di torte con lievito madre
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domenica 10 febbraio 2013
Le regole per un fritto buono e sano!
Anche quest'anno è arrivato Carnevale!
E chi l'ha detto che una cucina salutare non preveda occasionalmente una buon piatto fritto?
Quale occasione migliore del Carnevale per cimentarsi in preparazioni dolci e salate fritte?
Quello che conta è friggere nel modo corretto ed un buon cibo.
Quale olio scegliere?
Partiamo parlando del punto di fumo. Se un olio viene sottoposto ad un deciso innalzamento termico, raggiungendo il cosiddetto "punto di fumo", si idrolizza in glicerolo e acidi grassi. Questo determina il degrado del prodotto mediante la trasformazione del glicerolo in aldeide acrilica (acroleina). Questo fenomeno risulta visibile perchè l'acroleina appare sotto forma di fumo che si innalza dall'olio. Questa sostanza è tanto maggiore quanto più l'olio è ricco di acidi grassi insaturi, più sensibili al calore. L'acroleina è irritante per la mucosa gastrica e nociva per il fegato.
E' importante inoltre sapere che il punto di fumo è inversamente proporzionale al contenuto di acidi grassi liberi e che il processo industriale di raffinazione elimina buona parte degli acidi grassi liberi, pertanto uno stesso olio non raffinato avrà un punto di fumo più basso rispetto al suo gemello raffinato.
Esistono poi altri fattori che influenzano il punto di fumo:
- le miscele di oli
- la presenza di sale
- più il tempo di riscaldamento è lungo e più il punto di fumo si abbassa
- luce, ossigeno e temperatura di conservazione dell'olio incidono sul punto di fumo
- la dimesione e la forma della padella
Fatta questa premessa possiamo dire con certezza che il grasso migliore per friggere è l'olio extravergine d'oliva, sia per la sua composizione in acidi grassi che per il suo punto di fumo che varia dai 160°C per un olio non raffinato fino a 210°C per uno che è stato raffinato industrialmente.
A questo punto probabilmente molti di voi avanzeranno due problematiche:
- il sapore intenso dell'olio extravergine d'oliva: vi posso garantire che se l'olio è buono e il fritto è fatto in modo corretto, il gusto non verrà pregiudicato, neanche per la preparazione dei dolci;
- il prezzo: certamente su questo non vi posso dare torto: friggere con l'olio extravergine d'oliva ha un costo...però trattandosi di un piatto che non si mangia tutti i giorni e che solitamente i prodotti che si friggono non sono molto costosi e quindi si può comunque ottenere un pasto per la famiglia sano, saziante e con una cifra ragionevole nel complesso. Meglio concedersi il fritto una volta meno, ma quando lo si fà bisogna farlo con la testa
Altre norme da tenere presente per fare un buon fritto:
- utilizzare solo una volta l'olio
- friggere in abbondante olio
- utilizzare una padella alta, magari una wok
- tenere sempre d'occhio la temperatura dell'olio usando un termometro casalingo
- immergere nell'olio non troppi pezzi alla volta per evitare che la temperatura si abbassi troppo compromettendo la riuscita del piatto che assorbirebbe molto olio
- non lasciare mai l'olio in cottura senza cibo: nel caso in cui l'olio fosse pronto ma voi non abbiate ancora pronto il cibo da friggere, immergete un pezzetto di pane
- la temperatura di frittura deve essere proporzionata anche alla grandezza dell'alimento: più alta se il cibo è piccolo
- se non avete dimistichezza potete utilizzare le friggitrici che hanno un termostato che consente di impostare la temperatura e hanno un coperchio che ripara da eventuali schizzi. Acquistate però un modello in cui si possa facilmente eliminare tutto l'olio dal cestello in modo da cambiarlo ogni volta
Bene!Ora che sapete tutti i segreti per un fritto perfetto cosa ne dite di qualche frittella di mela?
Frittelle di mele
Ingredienti:
120 g di farina tipo 0 (di riso per versione gluten free)
20 g di amido di mais
140 g di acqua
60 g di malto di riso
un pizzico di sale
4 mele
cannella in polvere (facoltativo)
zucchero a velo
olio extravergine d'oliva per friggere
Preparazione:
Preparare la pastella con farina,l'amido di mais, l'acqua, il malto, il sale e la cannella in modo che sia abbastanza densa. Lasciare riposare in frigo per mezz'ora.
Sbucciare le mele ed eliminare la parte centrale con il cavatorsoli; tagliare delle rondelle di un centimetro di spessore. Passare prima le mele in poca farina, poi nella pastella e quindi friggerle in olio bollente finché risulteranno dorate e croccanti.
Servire ben calde con una spolverata di cannella o zucchero a velo.
Ingredienti:
120 g di farina tipo 0 (di riso per versione gluten free)
20 g di amido di mais
140 g di acqua
60 g di malto di riso
un pizzico di sale
4 mele
cannella in polvere (facoltativo)
zucchero a velo
olio extravergine d'oliva per friggere
Preparazione:
Preparare la pastella con farina,l'amido di mais, l'acqua, il malto, il sale e la cannella in modo che sia abbastanza densa. Lasciare riposare in frigo per mezz'ora.
Sbucciare le mele ed eliminare la parte centrale con il cavatorsoli; tagliare delle rondelle di un centimetro di spessore. Passare prima le mele in poca farina, poi nella pastella e quindi friggerle in olio bollente finché risulteranno dorate e croccanti.
Servire ben calde con una spolverata di cannella o zucchero a velo.
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mercoledì 9 gennaio 2013
Lo studio (ZOOM8) sull'alimentazione e l'attività fisica dei bambini della scuola primaria.
L'Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato uno studio (ZOOM8) sull'alimentazione e l'attività fisica dei bambini della scuola primaria.
Ancora una volta i risultati confermano la necessità di promuovere nei bambini quello stile di vita e quelle abitudini alimentari caratterizzanti la VERA dieta mediterranea!
Riporto qui sotto alcuni passaggi chiave dello studio.
Riporto qui sotto alcuni passaggi chiave dello studio.
"Il termine “dieta mediterranea” è stato ampiamente utilizzato per descrivere le abitudini alimentari tradizionali delle popolazioni che vivono nell’Italia del Sud, a Creta e in altri Paesi mediterranei a partire dagli anni sessanta.
I benefici della dieta mediterranea per la salute sono stati dimostrati in numerosi studi, il più importante dei quali è il “Seven Countries Study” condotto da Ancel Keys negli anni Ottanta.
La dieta mediterranea è caratterizzata da un consumo abbondante di cibi di origine vegetale: frutta, principalmente quale tipico dessert (fine pasto/dolce) giornaliero; verdure; pane e altri tipi di cereali; legumi; nocciolame e semi. Include anche l’olio di oliva quale principale fonte di grasso, consumi moderati di prodotti caseari (principalmente formaggio e yogurt), da un basso a un moderato consumo di pesce e pollame, carne rossa in piccole quantità e un consumo da basso a moderato di vino, normalmente durante i pasti. Il modello alimentare mediterraneo è anche caratterizzato da un alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi, un rapporto bilanciato di (n-6):(n-3) acidi grassi essenziali e alte quantità di fibra e antiossidanti, quali le vitamine E e C, di resveratrolo, polifenoli, selenio e glutatione.
Lo studio ZOOM8, utilizzando l’indice KIDMED, ha mostrato uno scarso livello di aderenza dei bambini italiani alla dieta mediterranea. Questi risultati sono principalmente spiegabili con i consumi inferiori rispetto alle raccomandazioni, di legumi, verdura e frutta. Elevato, invece, è il consumo di dolci, caramelle e bevande zuccherate varie volte al giorno (più della metà del campione) e un bambino su cinque non fa colazione. È stata rilevata un’associazione positiva tra il grado di istruzione dei genitori e l’aderenza alla dieta mediterranea. Per quanto riguarda lo stile di vita è emerso che l’aderenza alla dieta mediterranea diminuisce all’aumentare del tempo dedicato ad attività sedentarie (TV e computer). Anche il fruire della mensa è risultato associato positivamente con l’aderenza alla dieta mediterranea. Alla luce di tutto ciò emerge la forte necessità di azioni volte a promuovere nei bambini quello stile di vita e quelle abitudini alimentari caratterizzanti la dieta mediterranea."
Per approfondire il testo integrale dello studio: http://www.iss.it/binary/publ/cont/12_42_web.pdf
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martedì 8 gennaio 2013
Lo yin e lo yang nell'alimentazione veg
Riporto qui sotto una bellissima riflessione scritta da Martin Halsey de "La sana gola".
"Oggi una dieta vegetariana è di moda, pare
che 10% degli Italiani si definiscano vegetariani. Mi chiedo come
considerino questo termine, ma suppongo che per lo meno stiano mangiando
poco cibo di origine animale. La nostra proposta non si definisce
vegetariana, ma propone una quantità minima di cibo d'origine animale, o
anche niente del tutto, ma non necessariamente. Tutto questo è
positivo; meno cibo animale e quindi più cibo di origine vegetale, ma il
problema diventa quali alimenti e con che preparazione. Definirsi
vegetariano o vegano fa capire quello che non si mangia, ma non è una
dieta, è piuttosto una dichiarazione di valori etici o morali. Quello
che serve per vivere al meglio e per far fronte ad eventuali malattie
infettive è una dieta che genera una grande forza vitale e resistenza e
anche se questo tipo di dieta prevalentemente vegetariana o vegana è
molto di più; la definirei una dieta a base di alimenti vegetali ma
yang.
Yang è un termine che nella macrobiotica
significa forza concentrata, energia che genera calore e risorse
profonde nel nostro corpo. Normalmente lo yang è associato a alimenti di
origine animale come la carne e i formaggi stagionati, che creano un
effetto concentrato e scaldano, ma creano anche indurimenti e acidità
nel corpo, invitando malattie. Lo yang a cui mi riferisco è uno yang
vegetale, una forza creato dai cereali integrali, dai legumi, dalla
varietà e creatività nelle verdure e da certi condimenti molto
particolari. Il rischio di una dieta vegetariana o vegana senza criteri
di yin e yang o criteri di forza vitale, è che finisce per essere
debole, a volte si esagera con gli alimenti crudi, frutta e prodotti di
origine tropicale. Basta guardare un sito di ricette vegane per rendersi
conto che non hanno nessun idea dell'effetto che hanno gli alimenti sul
corpo, della capacità di fornire forza e vitalità o della vera natura
di qualsiasi alimento; basta che non sia di origine animale.
Il mio consiglio più importante per
chiunque voglia nutrirsi in maniera “forte”, avere un sistema
immunitario forte, un sistema nervoso forte e un sistema riproduttivo
forte – tutti i sistemi più profondi del nostro corpo – è di
approfondire il principio di yin e yang e applicarlo ad una dieta
vegetariana o vegana. Se l'instabilità che può regnare nel 2013 si
manifesta come malattia, sarete nelle condizioni migliori per
affrontarla, e se non si manifesta (come mi auguro) sarete più forti,
più intelligenti, più attraente fisicamente e più determinati e con
maggior chiarezza mentale per far fronte a qualsiasi sfida la vita ci
presenta.
Martin Halsey "
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sabato 5 gennaio 2013
Pinsa: il dolce della Befana
Nella mia famiglia il 5 gennaio si prepara un dolce tipico della tradizione veneta per l'arrivo della Befana. E' un dolce fatto di ingredienti semplici, principalmente la frutta secca avanzata dalle feste natalizie. Ogni famiglia ha la sua ricetta, io vi propongo la mia versione.
Forse non a tutti piacerà a causa della consistenza dovuta alla farina di mais...per noi è una tradizione e ci piace proprio per la sua semplicità!
Portare a bollore il latte con un pizzico di sale, l'olio ed il malto poi versarvi la farina di mais fioretto mescolando con una frusta. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare 10-15 minuti.
A parte setacciare la farina 0 e il lievito. Sminuzzare i fichi secchi e mescolarli nella farina 0 insieme all'uvetta precedentemente ammollata, le noci tritate grossolanamente, i pinoli e le mele tagliate a cubetti.
Quando il composto di mais è tiepido, aggiungervi gli ingredienti restanti e versare in una tortiera (la tradizione vuole rettangolare) precedentemente oliata e cosparsa di pangrattato e cuocere in forno per 50-60 minuti circa a 180° C finché la superficie sarà leggermente dorata e croccante.
Forse non a tutti piacerà a causa della consistenza dovuta alla farina di mais...per noi è una tradizione e ci piace proprio per la sua semplicità!
PINSA
Ingredienti
- 1/2 litro di latte di riso (o soia o avena)
- 125 g di farina di mais fioretto
- 60 g di farina tipo "0" (o di riso per la variante glutenfree)
- 100 g di malto di riso (o altro dolcificante naturale)
- 40 g di olio extravergine d'oliva delicato (o di mais)
- 300 g di mele e pere a cubetti grossi
- 100 g di uva secca ammollata in acqua
- 75 g di fichi secchi tagliati a pezzetti
- 30 g di pinoli sgusciati
- 50 g di noci tritate grossolanamente
- 30 cc di grappa (facoltativo)
- 25 g di pane grattugiato
- 1 bustina di lievito naturale per dolci
- un pizzico di sale
Preparazione
Portare a bollore il latte con un pizzico di sale, l'olio ed il malto poi versarvi la farina di mais fioretto mescolando con una frusta. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare 10-15 minuti.
A parte setacciare la farina 0 e il lievito. Sminuzzare i fichi secchi e mescolarli nella farina 0 insieme all'uvetta precedentemente ammollata, le noci tritate grossolanamente, i pinoli e le mele tagliate a cubetti.
Quando il composto di mais è tiepido, aggiungervi gli ingredienti restanti e versare in una tortiera (la tradizione vuole rettangolare) precedentemente oliata e cosparsa di pangrattato e cuocere in forno per 50-60 minuti circa a 180° C finché la superficie sarà leggermente dorata e croccante.
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mercoledì 26 dicembre 2012
Tè e succhi di frutta troppo zuccherati per la merenda dei bambini
Sempre a proposito di alimentazione di bambini, troppo spesso le mamme danno a merenda bevande zuccherate come questa o succhi di frutta con dolcificanti aggiunti. Attenzione!
Leggiamo le etichette!
"Il nuovo tè Sant'Anna ha un formato pratico, ma gli zuccheri sono sempre tanti per un bambino
Anche Sant’Anna, come numerose altre aziende dell’acqua minerale, ha deciso di lanciare il tè pronto fatto con l’omonima acqua.
La scorsa estate è stata promozionata la novità della nuova bevanda, mentre nell’inverno la spinta pubblicitaria riguarda in particolare la versione monodose. È plausibile che il target siano i bambini che, anche in inverno mantengono un certo consumo di bevande zuccherate, in particolare considerando le merende a scuola e a casa.
La confezione, il bicchiere con cannuccia, ricorda l’Estathé della Ferrero, monopolista di questo particolare spaccato del mercato delle bevande a base di tè. Sant’Anna, già leader del mercato delle acque, con il nuovo prodotto si distingue per alcuni particolari: la cannuccia in un involucro che rimane attaccato al bicchierino (si evita così la dispersione nell’ambiente) e la copertura del bicchiere che si può aprire con facilità, per coloro che preferiscono bere da un normale bicchiere.
SanThé è a base di infuso di tè come il corrispettivo della Ferrero, ma il primo ingrediente che compare è l’acqua a differenza dell’Estathé che invece indica “infuso di tè (acqua, tè)”. In effetti la dicitura in etichetta dice: “Vero infuso di the al limone in acqua Sant’Anna”.
Da un punto di vista nutrizionale e calorico i due prodotti sono praticamente identici (il confronto è stato effettuato sulla bevanda al limone). C’è da dire che ogni bicchierino contiene 11 grammi di zuccheri, circa due zollette, per un apporto calorico sulle 100 kcal.
Il prezzo è attualmente più conveniente per SanThé: i quattro bicchieri - di cui uno in omaggio - hanno un costo indicativo uguale ai tre bicchieri di Estathé.
Francesca Avalle
| Prodotto | Prezzo | Ingredienti |
| SanThé Sant’Anna Bevanda di tè al limone, alla pesca o di tè verde. ![]() Bicchiere in plastica 200 ml x 4 pezzi |
Prezzo indicativo € 1,48 a confezione (€ 1,85 al litro, 37 centesimi a bicchiere) Prezzo riscontrato € 1,54 a confezione (€ 1,93 al litro, 39 centesimi a bicchiere) Rilevato a Carrefour Market |
Bevanda di tè alla pesca Ingredienti: acqua, succo di pesca (9,5%), zucchero, infuso di the (acqua, the), destrosio, correttori di acidità: acido citrico, citrato di calcio; antiossidante: acido ascorbico; aromi. Bevanda di tè al limone Ingredienti: acqua, zucchero, infuso di the (acqua, the), destrosio, succo di limone (0,2%), antiossidante: acido ascorbico, aromi. Bevanda di tè verde Ingredienti: acqua, zucchero, infuso di the verde (acqua, the verde), succo di pesca, destrosio, succo di limone, antiossidante: acido ascorbico; aromi, sale. |
| INFORMAZIONI NUTRIZIONALI per 100 ml | ||
Santhé al limone![]() |
Estathé al limone![]() |
|
| Energia kcal kJ |
45 190 |
45 192 |
| Grassi totali g di cui grassi saturi g |
0,0 0,0 |
0,0 0,0 |
| Carboidrati g di cui zuccheri g |
11,1 11,1 |
11,3 10,3 |
| Proteine g | 0,2 | 0,0 |
| Fibre alimentari g | 0,0 | 0,0 |
| Sodio g | 0,001 | 0,001 |
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